Materiali sui beni comuni

Ultimi materiali sui beni comuni redatti dal Comitato “Luce sull’Eliseo”:

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Stati Generali per la Gestione dei Beni Comuni – riepilogo lavori giorno 3

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4 gennaio – Bene comune Eliseo:

modelli e idee di gestione/Un primo confronto

ore 20.30 – Si chiudono gli Stati Generali dedicati alla gestione dei beni comuni. Ricchissimi i contributi raccolti durante i tre giorni, che hanno visto la partecipazione di esperti, liberi cittadini e componenti dell’amministrazione comunale. Il resoconto sarà condiviso quanto prima attraverso i nostri canali ufficiali. Si pensa già al prossimo appuntamento. Grazie a tutta l’assemblea. 

ore 16.30 – Cominciano i due tavoli di lavoro pomeridiani: il primo si propone di redigere una bozza di regolamento per i beni comuni di Avellino, il secondo di individuare un modello di gestione dell’Ex Eliseo come bene comune. Il Comitato ringrazia il prof. Zamagni – che avrebbe fortemente voluto essere con noi – per il contributo inviatoci e invita l’assemblea a leggere il suo saggio “Beni comuni e economia civile”.

pomeriggio

ore 14.10 – Si chiude la prima parte della terza giornata degli Stati Generali. Alle 15.00 il Comitato parteciperà ai funerali del Sindaco Di Nunno e, alle 16.00, l’assemblea riprenderà i lavori presso l’ex Asilo Patria e Lavoro.

ore 13.05 – Sessione di domande e confronto tra assemblea e relatori.

ore 12.50 – Chiara Fiore sull’organizzazione dell’Assemblea Cavallerizza Reale di Torino.

ore 12.40 – Intervento di Marilena Scuotto sulla gestione e sul modello decisionale dell’ex Asilo Filangieri: “La fruizione degli spazi e la programmazione delle attività avvengono in maniera partecipata, attraverso un’assemblea pubblica di gestione e attraverso specifici tavoli di lavoro aperti a tutti”.

Ore 12.00 – Intervento di Giuseppe Micciarelli sull’esperienza dell’ex Asilo Filangieri di Napoli e sulle nuove formule degli “usi civici”.

ore 11.30 – Ugo Mattei sulla distinzione tra beni comuni e beni pubblici: “L’elaborazione teorica dei beni comuni si fonda su due punti: i beni comuni vanno governati secondo un principio di inclusione e partecipazione; i beni comuni prevedono la diffusione del potere decisionale, in contrapposizione alla concentrazione del potere”.

panorama

ore 11.15 – Cominciano i lavori della terza giornata degli Stati Generali per la Gestione dei Beni Comuni. Oggi siamo qui anche per celebrare l’operato del Sindaco Di Nunno. Siamo assolutamente certi che da sindaco e da cittadino avrebbe plaudito e partecipato a questa iniziativa. Ci sembra uno dei modi più giusti di ricordarlo nei fatti e raccoglierne l’eredità morale.

Il programma della giornata: fino alle 13:30 – Il Bene Comune: definizione giuridico-filosofica, applicazioni concrete /Workshop sul Regolamento. Interverranno Ugo Mattei, professore di Diritto Civile all’Università di Torino, professore di Diritto Internazionale e Comparato all’Università della California e vicepresidente della Commissione Rodotà; Giuseppe Micciarelli, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università degli Studi di Salerno; rappresentanti dell’ex Asilo Filangieri di Napoli; rappresentanti dell’Assemblea Permanente Cavallerizza Reale, Torino. Ore 16:00 – 19:00 – L’opinione dei tecnici sullo status fisico e giuridico dell’Eliseo; le soluzioni della comunità; strutturazione e lancio della piattaforma di lavoro virtuale in cui prenderà vita il progetto di gestione collettiva e condivisa. /Redazione finale del Regolamento.

Stati Generali per la Gestione dei Beni Comuni – riepilogo lavori giorno 2

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3 gennaio – Sostenibilità del Bene Comune

ore 18.00 – Gesualdo, manifestazione NO TRIV: L’intervento di Anna Coluccino per il Comitato Luce sull’Eliseo: “Quando parliamo di Beni Comuni non possiamo fare altro che unire le lotte, perché parliamo di diritti inalienabili. Usciamo dalle riserve indiane e sosteniamoci. Chiunque sia cittadino attivo non può permettersi di stare con le mani in mano”.

ore 16.00 – Gesualdo, manifestazione NO TRIV: Subito dopo la chiusura dei lavori della mattinata, una fitta delegazione di cittadini e membri del Comitato per l’Eliseo è partita per Gesualdo, per esprimere il proprio sostegno alla manifestazione regionale No Triv. Anche il Territorio è Bene Comune. 

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ore 13.50 – Si chiudono i lavori della prima parte della giornata. Il Comitato si trasferisce a Gesualdo per partecipare, nel pomeriggio, alla manifestazione del Coordinamento Irpino No Triv.

ore 13.40 – Filippo Giordano: “Se vogliamo uno spazio che funzioni 365 giorni all’anno, dobbiamo fare una riflessione sull’approccio modulare, anche in merito alla progettualità. Occorre, però, pensare in prospettiva, non limitandosi a quello che è già fatto e che manca di una progettualità a lungo termine”.

ore 12.20 – Comincia il workshop sulla Progettazione Partecipata e Sostenibile con focus sull’Eliseo.

ore 12.10 – Filippo Giordano propone come modello di governance per l’Eliseo quello della fondazione di partecipazione: http://www.altalex.com/index.php?idnot=40432.

ore 12.00 – Filippo Giordano: “Il tema della sostenibilità dei beni comuni è legato alla progettualità, che si deve pensare secondo una rifunzionalizzazione calzante e coerente rispetto alle esigenze del contemporaneo. Più il progetto è ambizioso, più la progettualità ha coraggio reale, più sarà facile ottenere il coinvolgimento della comunità”.

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ore 11.45 – Filippo Giordano: “Il tema del bene comune nasce dalla constatazione del fallimento del rapporto tra pubblico e privato, che presuppone una terza via. Il “pubblico” è distante dalle istanze della comunità, ha la pretesa di rappresentarla e di decidere al suo posto. Occorrono, invece, partecipazione e condivisione del processo decisionale”.

ore 11.35 – Filippo Giordano sulle esigenze di tutte quelle comunità che si inseriscono in un percorso di cambiamento culturale e valoriale che è alla base di uno sviluppo economico. Ripensando il legame con il territorio.

ore 11.30 – Intervento del professore Filippo Giordano (ricercatore di economia & management presso la LUMSA ed esperto di economia sociale e no-profit) sulla sostenibilità economica del Bene Comune.

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ore 11.20 – “Quando parliamo di bene comune, non ci riferiamo ad una centralità fondata sulla nozione di ‘reddito finanziario’, nozione che ha contraddistinto storicamente l’assegnazione dei beni del patrimonio pubblico, quanto, piuttosto, l’idea secondo cui il ‘redditto sociale’, con i suoi usi civici, è parte integrante del ‘reddito economico’, del benessere e delle proiezioni delle collettività insediate”. Così l’Assessore alle Politiche urbane e Beni comuni del Comune di Napoli Carmine Piscopo, nel contributo che ci ha inviato a sostegno degli Stati Generali.

ore 11.15 – Cominciano i lavori della seconda giornata degli Stati Generali per la Gestione dei Beni Comuni: in attesa dell’intervento di Filippo Giordano sulla sostenibilità economica, leggiamo il contributo dell’Assessore alle Politiche urbane, urbanistica e Beni comuni del Comune di Napoli Carmine Piscopo. Il programma di oggi prevede: fino alle 13.30: studio della sostenibilità economica nella gestione dei Beni Comuni; studio dei regolamenti di condivisione dei Beni Comuni adottati in Italia; redazione di una prima bozza di Regolamento da sottoporre alla città e ai convenuti tutti per la discussione e poi al Consiglio comunale di Avellino per approvazione; ore 16:00 – 19:00: manifestazione NO TRIV a Gesualdo: intrecciare e potenziare la difesa dei Beni Comuni.

Contributo dell’Assessore alle Politiche urbane, urbanistica e Beni comuni del Comune di Napoli Carmine Piscopo

Una politica per i beni comuni. Il Comune di Napoli

Carmine Piscopo

Il Comune di Napoli è sin dal suo insediamento impegnato nell’individuazione di percorsi amministrativi che diano forza e vigore a un dibattito etico, civile, giuridico, ambientale, incentrato sulle forme d’uso del patrimonio per il prevalente interesse collettivo. Una principio, questo, sancito innanzitutto dalla Costituzione.

È, qui, che la categoria dei “beni comuni”, intesi quali beni  sottratti all’uso esclusivo, al mancato uso sociale, e funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali delle collettività, diviene centrale.

Con questo spirito, nel 2011, l’amministrazione de Magistris ha modificato il proprio Statuto Comunale, introducendo, tra le finalità, gli obiettivi e i valori fondamentali della Città di Napoli, la categoria giuridica del “bene comune”, inteso nella sua disponibilità d’uso quale bene accessibile, fruibile, condivisibile, disponibile alla rappresentazione e alla realizzazione di istanze, di proiezioni, di desideri riconoscibili delle collettività insediate e in cammino.

“Bene comune”, dunque, quale bene funzionale all’esercizio dei diritti fondamentali delle persone.

Ancora, nel 2012, il Comune ha approvato il Regolamento delle Consulte per la Disciplina dei beni comuni, quali beni di appartenenza collettiva, fissando nei punti della delibera del 18 gennaio 2013 i Principi per il governo e la gestione dei beni comuni della Città di Napoli secondo la quale “ogni cittadino deve concorrere al progresso naturale e spirituale della Città”.

Ha poi istituito, nel 2013, l’Osservatoriodei Beni Comuni, il cui lavoro ha portato a varare due nuove delibere aventi in oggetto le procedure per l’individuazione e la gestione collettiva dei beni pubblici, come dei beni privati che possano rientrare nel pieno processo di realizzazione degli usi civici e del benessere collettivo.  Un percorso, questo, le cui radici affondano nel recepimento e nell’approvazione da parte del Comune di Napoli della Convenzione di Aarhus, divenuta in seguito parte essenziale del Regolamento del Consiglio Comunale. Dove, ancora, si sancisce la condanna della pianificazione autoreferenziale, come di ogni forma astratta di previsione urbanistica che non fondi sulla partecipazione diretta e sul diritto democratico all’uso dello spazio pubblico, luogo di espressione dei bisogni autentici delle collettività, di produzione di stili di vita e di nuove economie. Non, dunque, una centralità fondata sulla nozione di “reddito finanziario”, nozione che ha contraddistinto storicamente l’assegnazione dei beni del patrimonio pubblico, quanto, piuttosto, l’idea secondo cui il “redditto sociale”, con i suoi usi civici, è parte integrante del “reddito economico”, del benessere e delle proiezioni delle collettività insediate.

Il 17 giugno 2013, il Comune di Napoli ha fatto propria la “Carta dello Spazio Pubblico”, approvata al termine dei lavori della II Biennale dello Spazio Pubblico, tenutasi a Roma dal 16 al 18 maggio 2013, quale contributo fattivo e concreto al processo di valorizzazione  democratica e di studio dei modi d’uso dello spazio pubblico urbano. Un atto fondamentale per la giunta de Magistris, nel quale si riconoscono il diritto democratico all’uso e il potenziale trasformativo dello spazio pubblico, per la città di Napoli.

Ancora, nel 2014, il Comune di Napoli ha adottato due delibere aventi in oggetto il recupero alle collettività dei beni abbandonati, di proprietà pubblica e di proprietà privata, secondo un percorso articolato di partecipazione collettiva nell’individuazione dei progetti e delle modalità d’uso. Due delibere fondamentali, che hanno attivato un dibattito in Italia e che pongono al centro dell’azione amministrativa il prevalente interesse pubblico.

In data 7 ottobre 2014, infine, il Comune di Napoli, ha approvato una delibera inerente la possibilità di “adottare” parti  della città, a partire da un processo partecipato di cittadini riuniti in comitati civici.

Sui “modi della partecipazione per l’attuazione delle politiche sociali” si instaura quindi un ulteriore punto di incontro con la “Carta dello Spazio Pubblico”, dove si definiscono i metodi della partecipazione democratica e i loro pesi nella formalizzazione delle delibere di proposta al Consiglio, attraverso l’istituzione delle consulte e il dialogo con i territori, dove lo spazio pubblico diviene luogo in cui è possibile dare risposta alle proiezione dei desideri e delle istanze delle collettività di riferimento.

È lungo questi assi, che tengono insieme pianificazione non autoreferenziale, superamento del concetto di bene pubblico per nuovi usi civici, prevalente interesse pubblico, necessità di legare confini e distanze sociali con le nuove figure sollecitate alle realtà istituzionali e amministrative, che si dispone il territorio dei beni comuni. Non come un assioma che lega esclusivamente il territorio al suo progetto, quanto, piuttosto, come una sfida che ci sollecita al superamento di nozioni e figure date. Vanno ancora ricordate, a tal proposito, le delibere della Giunta de Magistris per l’istituzione di luoghi collettivi democratici, a partire dal riconoscimento di realtà esistenti sul territorio. A partire, infatti, dalla Convenzione Europea del Paesaggio (Firenze 2000), l’identità di un luogo non è data da valori astratti, quanto, piuttosto, dal riconoscimento dei valori che le collettività di riferimento danno di quei medesimi luoghi.

Un principio, questo, che potrà trovare maggiore forza il giorno tutte le Istituzioni coinvolte definiranno un percorso in grado di dare concreta attuazione alla relazione che lega il paesaggio, quale “sfera giuridica in senso proprio”, ai diritti civili e sociali delle persone. Al diritto di cittadinanza.

Se numerosi appaiono ancora i nodi da sciogliere, il dibattito che si va oramai stratificando in Italia indica con chiarezza principi giuridici, etici, civili, politici e amministrativi che individuano, nel “bene comune”, una categoria e un dibattito ineludibili. Al centro, sono l’uso democratico dei nostri beni e la salvaguardia stessa del nostro ambiente.

Stati Generali per la Gestione dei Beni Comuni – riepilogo lavori giorno 1

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Stati Generali per la Gestione dei Beni Comuni

2 gennaio – Il Bene Comune

ore 19.25 – Chiusura dei lavori della prima giornata. Molto partecipata la lettura del regolamento del Comune di Bologna. Grazie a tutti e appuntamento a domani:
  • Sabato 3 gennaio, dalle ore 10.30 intervento del professore Filippo Giordano (ricercatore di economia & management presso la LUMSA ed esperto di economia sociale e no-profit) sulla sostenibilità economica del Bene Comune.
  • A seguire prosecuzione della lettura partecipata del regolamento del Comune di Bologna e workshop operativo aperto fino alle ore 13.30.
  • Nel pomeriggio lavori sospesi per partecipazione alla manifestazione No-Triv a Gesualdo. Invitiamo tutti a partecipare.
ore 18.00 – A proiezione conclusa, le sedie formano un cerchio e si inizia a leggere il Regolamento approvato dal Comune di Bologna.
ore 17.25 – In attesa dell’apertura del primo tavolo di lavoro comune, inizia la proiezione del documentario “Common Unity”, proiettato anche nel corso del Laceno d’oro 2014. Tornano sullo schermo le emozioni e le suggestioni del Campo Internazionale di Volontariato, organizzato ad Avellino ad agosto 2013 dal Comitato per l’Eliseo, assieme agli 8 volontari provenienti da tutto il mondo.
ore 17.15 – Interventi delle associazioni presenti
Elena Iannaccone (Movimento Irpino per il Bene Comune): ” Il bene comune è qualcosa da conquistare ogni giorno, siamo buoni semi che daranno ottimi frutti in futuro”.
Jessica Festa (Vernicefresca): “Diciamo semplicemente Noi Vogliamo”.
Francesco Celli (Infoirpinia): ” Supportiamo con piacere il Comitato per l’Eliseo e la fattibilità del concetto di Bene Comune”
Margherita, Unione degli Studenti: “Contenti di vedere le associazioni ed i cittadini che si sono messi in rete per uno scopo comune come la riapertura dell’Eliseo. Noi ci siamo”.
ore 17.10 – “Durante i tavoli di lavoro verranno letti i regolamenti di Labsus – Bologna, del Comune di Chieri e del Comune di Messina, esempi che ci rassicurano sulla fattibilità strutturale di una proposta nostrana del concetto di Eliseo Bene Comune, anche se il regolamento di Avellino vivrà di luce propria”. Il secondo tavolo avrà come punto di partenza la discussione sulla definizione di una possibile forma giuridica che possa candidarsi alla gestione dell’Ex Eliseo come Bene Comune. In seguito si discuterà sulle modalità di partecipazione e sulla modalità decisionale in un progetto aperto e collettivo.
ore 17.00 – Presentazione dei Tavoli di lavoro. Domenica pomeriggio dalle ore 16 ci saranno due tavoli di lavoro paralleli. Un tavolo parlerà del regolamento generale per la gestione del Bene Comune, vagliando regolamenti già approvati in altre città e cercando di adeguarli al contesto di riferimento. L’altro tavolo si occuperà di un progetto di gestione sostenibile per L’Ex Eliseo.
ore 16.55 – Anna Coluccino: “Il Comitato è la totalità della città interessata alla fine che farà l’ex Cinema Eliseo che speriamo diventi la futura Casa del Cinema di Avellino”.
ore 16.50 – Grazia D’Arienzo introduce il concetto di Bene Comune leggendo alcuni contributi e specifica: “Noi non vogliamo candidarci a gestire l’Eliseo come Comitato, ma vogliamo che sia gestito come Bene Comune. Diciamo no ai bandi e all’assegnazione diretta”
Francesco Guarino: “Domani parleremo di sostenibilità economica del Bene Comune con il Professor Giordano, mentre domenica avremo come ospite il dottor Ugo Mattei, membro della Commissione Rodotà, per approfondire idee e modelli di gestione. Dimostriamo che non parliamo di cose astratte”
ore 16.45 – Inizio conferenza stampa (ci scusiamo per il ritardo!). Modera e introduce Maria Rosaria Carifano.
ore 16.30 – Stanno per iniziare ufficialmente gli Stati generali per la gestione dei Beni Comuni, invitiamo tutti a partecipare ed inviare il proprio contributo.
ore 16:00 – 19:00: Conferenza stampa/ introduzione alla tre giorni; Breve storia dell’Eliseo e del Comitato; principi fondamentali del Bene Comune.

Dalle ore 16.00 aggiornamento in tempo reale.

Stati Generali per la Gestione dei Beni Comuni: il programma

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2 gennaio – Il Bene Comune

ore 16:00 – 19:00: Conferenza stampa/ introduzione alla tre giorni; Breve storia dell’Eliseo e del Comitato; principi fondamentali del Bene Comune.

3 gennaio – Sostenibilità del Bene Comune

ore 10:00 – 13:30: Sostenibilità economica nella gestione dei Beni Comuni/ Studio dei regolamenti di condivisione dei Beni Comuni adottati in Italia; redazione di una prima bozza di Regolamento da sottoporre alla città e ai convenuti tutti per la discussione e poi al Consiglio comunale di Avellino per approvazione.

Interverrà Filippo Giordano, ricercatore in Economia management e amministrazione d’azienda, Università Lumsa, Roma.

ore 16:00 – 19:00: Manifestazione NO TRIV a Gesualdo: intrecciare e potenziare la difesa dei Beni Comuni.


4 gennaio – Il Bene Comune Eliseo: modelli e idee di gestione/ Un primo confronto

ore 10:00 – 13:30: Il Bene Comune: definizione giuridico-filosofica, applicazioni concrete /Workshop sul Regolamento.

Interverranno:

– Ugo Mattei, professore di diritto civile all’Università di Torino e di diritto internazionale e comparato all’Università della California. Avvocato cassazionista, è stato fra i redattori dei quesiti referendari sui beni comuni del giugno 2011 e per due volte ha patrocinato il referendum presso la Corte Costituzionale. È stato vicepresidente della Commissione Rodotà ed è presidente di ARIN/ABC Napoli. Fra i titoli pubblicati, ricordiamo “Beni Comuni. Un Manifesto” (Laterza 2011) che ha raggiunto l’ottava edizione, “Il saccheggio”, con Laura Nader, (Bruno Mondadori, 2010), “Contro riforme” (Einaudi, 2013), “Senza proprietà non c’è libertà. Falso!” (Laterza, 2014);

– Giuseppe Micciarelli, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche, Università degli Studi di Salerno;

– rappresentanti ex Asilo Filangieri, Napoli;

– rappresentanti Assemblea Permanente Cavallerizza Reale, Torino.

ore 16:00 – 19:00: L’opinione dei tecnici sullo status fisico e giuridico dell’Eliseo; le soluzioni della comunità; strutturazione e lancio della piattaforma di lavoro virtuale in cui prenderà vita il progetto di gestione collettiva e condivisa. /Redazione finale del Regolamento.

Stati Generali per la gestione dei Beni Comuni

“Chi vole va, chi non vole manna – Stati generali per la gestione partecipata dei beni comuni”.
È questo il titolo scelto dal Comitato “Luce sull’Eliseo” per la tre giorni di dibattiti e tavoli di lavoro organizzata per il 2, 3 e 4 gennaio 2015 presso l’Asilo Patria e Lavoro di Avellino.

L’occasione è rappresentata dal secondo anniversario dell’incendio appiccato ai danni del Cinema Eliseo il 2 gennaio 2013, che sconvolse l’intera città e diede vita alla nascita del movimento che, con il proprio operato, è riuscito a sbloccare le sorti dell’ex Gil, riaccendendo sulla struttura l’interesse dell’opinione pubblica ed inducendo l’amministrazione comunale ad una serie di scelte dovute, ma troppo a lungo posticipate:

  1. annullare in autotutela l’affidamento della caffetteria alla ditta che aveva eseguito i lavori di ristrutturazione del bene;
  2. risolvere le controversie giudiziarie in corso con la dittasopra menzionata (approvando a tal fine, tra i debiti fuori bilancio, gli importi a questa dovuti);
  3. verificare la possibilità di aprire la struttura in maniera graduale, a partire dalla sala cinematografica;
  4. scongiurare la riacquisizione del cinema da parte del Regione, che avverrebbe se entro il 31 dicembre 2015 non iniziassero le attività previste dal Pica;
  5. chiedere ed ottenere un mutuo alla Cassa Depositi e Prestiti per la realizzazione dei lavori di eliminazione dei danni cagionati dall’incendio.

Manca ancora l’apertura, ma la stessa, da sola, non consentirebbe la soluzione delle annose questioni legate alla gestione del bene.

Dalle parole pronunciate dal Sindaco in occasione del dibattito sull’avvio della cd. fase 2, emerge la chiara volontà di gestire il bene come un Bene Comune, esigenza segnalata dal Comitato sin dal principio della propria attività.

Il Cinema Eliseo – afferma il Primo Cittadino – può offrirsi alla città come la prima sperimentazione di gestione condivisa tra Amministrazione e Cittadini, affermando per questa via il principio dei Beni Comuni.In tal senso è opportuno già da ora programmare degli incontri tematici per garantire all’intera comunità, oltre che la salvaguardia della struttura, la possibilità di contribuire alla gestione del bene, in modo da renderlo effettivamente funzionale al soddisfacimento degli interessi della collettività. Da subito bisognerà costituire unpooldi tecnici comunali capaci di individuare le modalità per coniugare i concetti di proprietà pubblica e gestione partecipata”.

Ed è sulla scorta di tali, importanti dichiarazioni che il Comitato invita la città, le associazioni, le istituzioni ed i singoli cittadini ad un confronto reale, serrato e pragmatico sulle pratiche da adottare per rendere l’Eliseo “effettivamente funzionale al soddisfacimento degli interessi della collettività”. 

 Poiché gli stessi fondi Pica erano stati erogati proprio a condizione che fossero le associazioni cittadine a farsi carico della struttura, il Comitato lancia l’idea degli “usi civici”, pratica già adottata in molte città italiane, tra cui Napoli, che consente la gestione partecipata di un Bene Comune da parte della cittadinanza e delle associazioni.

Saranno, infatti, presumibilmente le associazioni che hanno il cinema ed il teatro nel proprio dna a garantire, per il futuro, la presenza maggiore nella gestione dell’Eliseo: è perciò necessario che tali realtà si confrontino tra loro, con le istituzioni e con il resto della città per l’individuazione del modello di gestione maggiormente collettivo, aperto e partecipato possibile.

Un modello chegarantisca l’affermazione dell’essenza del Bene Comune Eliseo, prescindendo finalmente dall’assegnazione, per bando o per scelta politica, di questo storico cinema, il quale costituisce una risorsa troppo importante per rappresentare l’oggetto della solita, mera creazione di consenso.

Il Comitato, pur essendo completamente disinteressato alla gestione in prima persona dell’ex Gil, ritiene che la fase finale della propria sfida consista nel contribuire alla scelta di un modello che rappresenti un nuovo esempio di crescita collettiva, culturale, politica ed economica della città di Avellino.